Perché?

Politica della Bellezza: appunti per una Politica dei Bisogni

Per due ordini di motivi: uno è intimo, l’altro è planetario. A livello intimo, il bisogno di creare uno spazio dove poter fissare i pensieri e allo stesso tempo avere uno stimolo per farlo. A livello planetario: la comprensione di star vivendo un tempo inedito, di rottura, di soglia. Tanti autori parlano esplicitamente di svolta antropologica.

Bisognerà usare ogni mezzo, virtuale e non, per capire bene cosa questo significhi. Ci si può limitare qui a sostenere che la svolta antropologica in questione, avverrà solo se riusciremo a fare una cosa molto antica chiamata metànoia  e cioè un radicale mutamento nel modo di pensare, di giudicare, di sentire.

Lo sviluppo delle tecnologie della comunicazione, gli allarmi climatici, gli effetti caotici della globalizzazione, le migrazioni, le disuguaglianze crescenti, e la crisi delle ideologie politiche del Novecento, stanno conducendo il mondo verso dimensioni del tutto inesplorate.

​Ci aspetta una trans-formazione intima e sociale insieme.

Il compito di ognuno di noi è attuare questo cambiamento all’interno della propria vita e quindi della propria comunità.

Per quel che mi riguarda è innanzitutto la CalabriaNon è facile.

È un lavoro ciclopico di destrutturazione ed integrazione della nostra identità, della nostra vita quotidiana, delle nostre abitudini, delle nostre relazioni -sia interiori che esteriori- che dovranno essere vissute con modalità radicalmente diverse da quelle degli ultimi 10.000 anni almeno.

Sì, tocca proprio a noi! Il tempo è adesso. Tranquilli, se viviamo questo zeitgeist (Spirito del Tempo)  è perché ne siamo capaci. Non disperiamo!

Si tratta di sostenere un processo che tutte le tradizioni hanno da sempre chiamato iniziazione.

Ma questa volta non sarà, come in passato, di un qualcosa riservato a pochi eletti. No. “Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto” (Luca 12,2). Adesso è tutta l’umanità che deve fare il salto iniziatico e lo possiamo/dobbiamo fare insieme: da soli ma insieme.

Vuol dire, in sintesi, che una modalità vecchia di essere “io” che potremmo definire egoico-bellica, deve morire per lasciare spazio ad un’altra modalità che potremmo definire pacifico-relazionale.

Ci vorrà una memoria millenaria accompagnata da un entusiasmo incontenibile di vivere il presente e di progettare il futuro. Sarà un’avventura dialettica che per essere praticata avrà bisogno di una mente attenta e disciplinata nell’ascolto di se stessi e degli altri.

Ma anche di un corpo sano e forte capace di meditare e di pensare come di ballare e di cantareCi de-struttureremo e ci integreremo attraverso una pratica lenta, costante, giornaliera, faticosa ma soprattutto gioiosa ed allegra.

La sfida è andare oltre. Oltre il capitalismo -per esempio- convinti che lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo non è un destino ineluttabile.

Questo Blog vuole servire, umilmente, da piccola fucina di idee per questa rivoluzione permanente all’insegna della bellezza, a partire da una riflessione sui bisogni.

Ne dovranno nascere dappertutto.

“Viviamo in un era di transizione, di profonde sofferenze e di una tragica ricerca dell’identità; ma l’agonia della nostra epoca coincide con le doglie di una rinascita. Nei prossimi decenni spero di vedere il Pianeta trasformarsi in una forma d’arte. L’uomo nuovo integrato all’armonia cosmica che trascende il tempo e lo spazio accarezzerà, plasmerà e modellerà ogni sfaccettatura dell’artefatto terrestre come se fosse un’opera d’arte e l’uomo stesso diventerà un’organica forma d’arte. C’è molta strada da percorrere e le stelle non sono altro che stazioni di cambio lungo la via. Essere nati in quest’epoca è un dono prezioso” Herbert Marshall McLuhan

Coraggio e auguri a tutti noi!

L’idea di base

Ogni articolo, non ha limiti di lunghezza e deve essere ispirato da un’opera d’arte sia essa: un testo, una musica, un dipinto, una fotografia, un film, una scultura o qualsiasi altra forma d’arte.

L’opera che deve essere citata e che diverrà, tendenzialmente, l’immagine correlata all’articolo,  guida l’autore verso una visione poetica di quella particolare sfaccettatura della realtà di cui vuol scrivere.

La visione è poetica e  l’argomento è reale, quotidiano, intimo/collettivo, in una parola: Politico.

L’opera d’arte ispiratrice dell’articolo deve essere bella anche perché, altrimenti, non si tratterebbe di arte ma solo di uno sfogo egoico. Badate bene: la bellezza può anche essere inquietante -anzi- forse lo è sempre.

Resta solo da capire, a questo punto, cosa s’intende per visione poetica o meglio: chi è Poeta?

“Poeta è colui che spezza per noi l’abitudine. (…) E dica a tutti chiaramente il gusto di vivere questo tempo forte. Perché l’ora è grande e nuova, nella quale conoscersi di nuovo”. (Sant-John Perse)

Se fai il Poeta (anche per sbaglio) inviaci un “tuo” articolo!

Non si può fare dei capolavori, bisogna essere dei capolavori (Carmelo Bene).