PENSARE L’EUROPA: DALL’AUSTERITÀ DELL’1% AI BISOGNI DEL 99%

Cari amici, avendone i requisiti, ho deciso di partecipare anch’io alle cosiddette EuroParlamentarie che si svolgeranno sulla Piattaforma Rousseau: https://rousseau.movimento5stelle.it/. Potranno esprimere la loro preferenza, tutti gli iscritti alla piattaforma da almeno 6 mesi con documento certificato.

Di seguito cercherò di spiegare chi sono, perché l’ho fatto e quali sono i miei maestri e il pensiero che guida la mia vita e quindi la mia azione politica.

La speranza è quella di riuscire a dare un contributo, prendendomi la responsabilità di vivere il mio tempo, facendo del mio meglio con i mezzi che ho a disposizione.

Grazie a tutti quelli che avranno la voglia e la pazienza di approfondire arrivando fino alle fine.

Sono iscritto al M5s (fu blog di Beppe Grillo) dal lontano 2011 e mi sembra bello partecipare con semplice Spirito di Servizio ad una votazione interna che serve a selezionare i migliori, i più meritevoli ad aspirare ad una così prestigiosa carica che richiede un duro impegno e delle competenze specifiche.

“Libertà è partecipazione” e continuo a sperare che il MoVimento sia un luogo di libertà e di partecipazione, un laboratorio politico rivoluzionario di evoluzione e di crescita.

Allora mi sono chiesto: faresti bene a mettere a disposizione del MoVimento le tue esperienze? Vediamo. Mi sono fatto alcune domande e ho esplicitato alcune idee che voglio condividere.

  1. Hai i titoli? Cosa hai fatto nella tua vita?
  2. Cosa hai fatto per il MoVimento?
  3. Perché proprio le Europee?
  4. Questa Europa non mi piace
  5. La Transizione Energetica, l’Economia Circolare e le Sovranità perdute
  6. Il bisogno della Politica
  7. Altri maestri

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1 Hai i titoli? Cosa hai fatto nella tua vita?

Sono nato a Tropea (VV) in Calabria il 2 agosto del 1989.

Nel 2014 ho concluso un corso di doppia-laurea fra l’Italia e la Spagna denominato “Curriculum Europeo” Ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università della Calabria, a Cosenza, e la “Licenciadura en Derecho” presso Universidad de Jaén, in Andalucia, dove ho vissuto per quasi cinque anni. Successivamente mi sono trasferito, a Barcellona, in Catalunya, dove sono diventato Abogado presso l'”Ilustre Colegio de la Abogacía de Barcelona” – ICAB.

​Oggi vivo fra Tropea e Roma. A Tropea gestisco il mio B&B.

A Roma, nel 2016, ho fondato una Libreria – Il tempio dell’immaginazione.

Ho scritto la mia tesi magistrale sulla mentalità del Sud Italia e su come la scala dei valori e la conseguente maniera di pensare influiscono materialmente sulla ricchezza e lo sviluppo del territorio e della popolazione. Qui un articolo molto importante dove approfondisco questo tema: Sono nato a Tropea e non sono ricco: ecco perché

Continuo a studiare e ad interessarmi in particolare di: Antroposofia, Politica Internazionale, Comunicazione Non Violenta, Psicologia del Profondo, Bioenergetica, Antropologia Culturale, Tradizione Cristiana e Meditazione Vipassana. Per approfondire questi temi, da qualche anno ho fondato questo blog: Politica della Bellezza  www.politicadellabellezza.it.

Leggi qui tutti i miei articoli: http://www.politicadellabellezza.it/author/diego-antonio-nesci/

Sin da bambino mi hanno appassionato: la Politica, la Musica (suono la fisarmonica e l’organetto), le tradizioni popolari del Sud Italia e la pallavolo (ho giocato in serie C).

Mi definisco trovatore, umanista ed attivista politico.

Qui il mio ultimo CV: https://goo.gl/NPvwrf

2 Cosa hai fatto per il MoVimento?

Gli ho dedicato gli ultimi 5 anni della mia vita. Iscritto al MoVimento dal lontano 2011. Dal mio ritorno in Italia nel 2014 ho organizzato eventi, seminari, banchetti, comizi in tutta la Calabria contribuendo a divulgare e a far conoscere le idee e i progetti del M5s. La mia esperienza di attivista si è svolta in tutta la mia Regione in quanto fortemente legata al percorso di mia sorella Dalila Nesci, Portavoce alla Camera dei Deputati per il M5s.

Chiaramente, il mio impegno è stato caratterizzato dalla totale gratuità, come quello di tutti gli attivisti d’Italia.

Ho partecipato alla maggior parte delle manifestazioni nazionali organizzate dal MoVimento.

Nel 2017 ho ideato ed organizzato un ciclo di Seminari Politico-Culturali a sostegno della Rivoluzione Culturale avviata dal M5s in Italia: Parole Guerriere Seminari Rivoluzionari a Montecitorio e nelle Regioni

Qui una sintesi agile del progetto: www.paroleguerriere.info  

Leggi qui tutti i miei articoli su PG: http://www.paroleguerriere.info/author/diego-antonio-nesci/

Ideato e realizzato insieme a Dalila Nesci (Parlamentare del M5S) e Marco Guzzi (Poeta e Filosofo fondatore dell’associazione Darsi Pace) con il costante supporto del Presidente della Camera Roberto Fico; tutto il progetto è autofinanziato e senza scopo di lucro. Vive dell’apporto gratuito degli ideatori e di tutte le persone che a vario titolo vi partecipano. Abbiamo realizzato già 16 Seminari alla Camera dei Deputati ed in varie città d’Italia: Napoli, Milano, Roma, Tropea, Cagliari, Salerno e prossimamente a Lamezia Terme, a Bologna e ancora a Roma.

Qui puoi approfondire i motivi profondi per cui nasce PG e scoprire i nostri obiettivi:  http://www.paroleguerriere.info/cosa-sono/

Vai qui per leggere la storia del giorno in cui è nata l’idea di Parole Guerriere: http://www.paroleguerriere.info/come-nasce-pg/

3. Perché proprio le Europee?

Questione simbolica generale

Le prossime elezioni Europee rappresentano un vero e proprio spartiacque di questo straordinario secolo appena iniziato. Molti non ci fanno caso ma questo che stiamo vivendo è l’inizio di nuovo secolo, dentro l’inizio di un nuovo millennio. Stiamo per  dare l’intonazione a qualcosa di veramente grande. L’Europa è ad un bivio: crisi definitiva o rinascita. Questo inizio, infatti, ha tutta l’aria di una fine, di una rivelazione. Potrebbe anche durare secoli ma i segni che l’umanità si trovi immersa dentro una vera e propria svolta antropologica ci sono tutti e sono segnalati da tutti i pensatori vivi nella nostra cultura. Penso a quelli che conosco: Jeremy Rifkin, Naomi Klein, Papa Francesco e Benedetto XVI, Baumann, Guzzi, Gallino, Boff, Balducci solo per citarne alcuni.

Lo sviluppo delle tecnologie della comunicazione, gli allarmi climatici, gli effetti caotici della globalizzazione, le grandi migrazioni, le immense disuguaglianze crescenti, e la crisi delle ideologie politiche del Novecento, stanno conducendo il mondo verso dimensioni del tutto inesplorate.

La svolta antropologica in questione avverrà solo se riusciremo a fare una cosa molto antica chiamata metànoia. Cioè un radicale mutamento nel modo di pensare, di giudicare, di sentire. ​Sarà una trans-formazione intima e sociale insieme. Il compito di ognuno di noi è attuare questo cambiamento all’interno della propria vita e quindi della propria comunità. È un lavoro ciclopico di destrutturazione ed integrazione della nostra identità, della nostra vita quotidiana, delle nostre abitudini, delle nostre relazioni -sia interiori che esteriori- che dovranno essere vissute con modalità radicalmente diverse da quelle degli ultimi 5.000 anni almeno. Vuol dire, in sintesi, che una modalità vecchia di essere “io” che potremmo chiamare egoico-bellica, deve morire per lasciare spazio ad un’altra modalità che potremmo definire pacifico-relazionale.

Ci vorrà una memoria millenaria accompagnata da una voglia incontenibile di vivere il presente e di progettare il futuro. La sfida è andare oltre. Oltre il capitalismo -per esempio- convinti che lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo non sia un destino ineluttabile.

“Il ritmo della distruzione ecologica e l’abisso di disuguaglianza tra Ricchi e Poveri non sono mai stati così grandi nella storia dell’uomo. Gli ostacoli al cambiamento sono innumerevoli e si sono ormai radicati nella psiche umana e nelle nostre strutture culturali economiche e politiche. Infatti il sistema patologico che attualmente impoverisce la Terra avvelena la vita e genera povertà e disuguaglianza si sviluppa ormai da migliaia di anni, almeno dall’epoca in cui cominciarono a nascere i primi Imperi, circa cinque millenni fa e negli ultimi secoli ha raggiunto nuovi livelli di sofisticazione” (Il Tao della liberazione di Leonardo Boff).

Come sappiamo oggi l’Europa e il Mediterraneo non sono più il centro del mondo in termini quantitativi (popolazione) e geopolitici. Tuttavia rappresentano ancora in termini simbolici la nascita della civiltà e il faro del Mondo.

Si sente nell’aria l’urgente bisogno di un nuovo slancio del Pensiero. Un Pensiero grande, audace che non si faccia imbrigliare dalla trappola neoliberista del non ci sono alternative. Bisogna riprendere il coraggio del pensiero, della parola e delle azioni. Uscire da un’impostazione paranoica e manichea e andare aldilà delle leggi binarie di “bene/male – 0/1 – on/off”: non siamo dei computer senza cuore!

Non si tratta di dire Europa “Si” o “No” ma di allargare il nostro orizzonte di pensiero chiedendoci quale tipo di Europa e di Mondo vogliamo.

Le due grandi crisi globali profondamente correlate fra di loro, quella ambientale e quella sociale, in cui ci troviamo coinvolti, sono potenzialmente delle crisi di crescita. Rappresentano una grande  opportunità in quanto ci rivelano con forza l’insostenibilità del nostro sistema. C’è quindi un ampio lavoro da fare sia nel senso della critica che di quello della costruzione.

La critica deve precisare sempre meglio che cosa si intenda con “sistema” da contestare. Non si tratta infatti soltanto di una struttura economica, ma di una intera antropologia che si nutre di materialismo mercantilista, di economicismo, di nichilismo edonistico, di individualismo disperato, di distruzione di ogni storia e di ogni identità culturale, di globalismo estrattivo e predatorio, e così via. La contestazione di questo sistema (mentale, culturale, e politico) torna perciò ad essere radicale, nel punto fatale in cui tutto il pianeta grida l’insostenibilità di un progetto folle di sviluppo. La nuova cultura che sta tentando di emergere in questa fase cruciale della storia è a sua volta molto complessa: è anch’essa una visione globale dell’essere umano, un’antropologia diversa, per la quale l’uomo (maschio e femmina) è  persona, intesa come mistero relazionale, un mistero cioè che si realizza solo attraverso la ricchezza e la profondità delle sue relazioni.

Questa nuova visione pone perciò la persona al centro di tutto, insieme al suo sviluppo integrale, mentre l’economia è posta al servizio di questi progetti di umanizzazione.

La nuova cultura si nutre inoltre di una spiritualità ecologica profonda, che è consapevole che tutto è interconnesso nel creato, e che il tutto è sempre superiore alla somma delle parti.

Questa nuova prospettiva umanistica riformula e rilancia inevitabilmente il progetto democratico, impantanato nelle derive neoliberiste della sinistra e della destra storiche. Questo rilancio implica tra l’altro la consapevolezza che ormai la liberazione dell’uomo deve anche essere interiore, mentale, spirituale.

Così il progetto democratico riscopre la propria essenza intrinsecamente rivoluzionaria.

Proprio con questo spirito e per questi motivi stiamo portando avanti il progetto di Parole Guerriere Seminari Rivoluzionari a Montecitorio e nelle Regioni.

4. QUESTA EUROPA NON MI PIACE

“Serve una Politeia per un’Europa diversa, più forte e più equa”

L’Europa è un’idea. Come dice l’amico e maestro Marco Guzzi ‹‹hanno fatto di tutto per farcela odiare sin dall’inizio››.  Sottoscrivo il suo discorso da ascoltare fino alla fine:

Come tutti sanno, possiamo parlare di almeno tre tipi di Europa: c’è il continente Europa, c’è l’Istituzione Unione Europea e poi c’è l’Euro-Zona.

Diciamo subito che questa Europa non mi piace e che si deve andare in Europa con il solo intento di cambiarla, riformarla, rivoluzionarla. Ma anche per valorizzare e non disperdere il grande sforzo fin qui profuso.

Dopo la Brexit nel 2016 si imponeva una grande riflessione e un severo mea culpa da parte degli alti dirigenti dell’Unione che ahimè non è mai avvenuto.

La mia visione sull’Europa oggi, muove le mosse dal documento importantissimo scritto nel settembre del 2018 da Paolo Savona in forza del suo mandato Ministeriale e che invito tutti a leggere: http://www.politicheeuropee.gov.it/it/ministro/comunicati-stampa/una-politeia-per-uneuropa-diversa-piu-forte-e-piu-equa/

Oltre a fare una sintesi impeccabile dello stato dei lavori questo documento si fonda in tre proposte fondamentali che faccio mie e che mi impegno a portare avanti:

  • 1 Dare Potestà di Iniziativa legislativa al Parlamento dell’Unione in quanto unica Istituzione Democratica direttamente eletta dai Popoli Europei;
  • 2 Riformare lo statuto della BCE per farla  diventare prestatore di ultima istanza capace di ricomprare i titoli di Stato del Debito Pubblico rendendo impossibile il default di qualsivoglia Stato (come la FED negli USA per intenderci);

Il problema fondamentale di questa Europa, lo sappiamo, è rappresentato dallo Spirito egemonico della Germania (che novità eh? La storia si ripete, sempre, finché non si impara la lezione) e la sua visione dogmatica ordoliberista insensata. Fondata sul mantra che il problema è il debito pubblico e che la crescita si ottiene con il rigore dei conti: niente di più falso. Sentiamo cosa dice al riguardo il prof. Giulio Sapelli:

Bisogna, invece, con tutte le nostre forze tentare una vera Unione Politica dei Popoli che si può fondare a mio avviso solo con l’avvio di un grande, lungo e faticoso processo di formazione di una Costituzione Europa fondata sulla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e che coinvolga davvero tutti gli Stati Membri anche con i metodi referendari della Democrazia Diretta on line.

La sfida è molta ardua. Tutti ricordiamo i fallimenti dei referendum tentati in Francia e nei Paesi Bassi: ma vale la pena tentare.

Il sistema mondiale non si è mai ripreso dalla crisi finanziaria e dalla conseguente grande recessione iniziata negli Usa nel 2007 che nasceva dal suo mercato immobiliare (guarda su Netflix il film: La grande scommessa).

La causa profonda di questa crisi va individuata nell’assenza di regolamentazione dei mercati della finanza Internazionale.

La finanza internazionale è ormai divenuta un mostro. Già nel 2009 il totale del capitale finanziario era di 15 volte superiore il Pil mondiale. Esso non ha quindi nessun legame sano con l’economia reale. In questo senso si deve al più presto agire a livello Europeo (e perché no anche Mondiale) con l’adozione della cosiddetta Tobin Tax per tassare le innumerevoli operazioni finanziarie. Questa operazione ci permetterebbe di recuperare fondi strabilianti da destinare alla Comunità Internazionale per sovvenzionare progetti contro la denutrizione, e  a favore della distribuzione di acqua e vaccini. Probabilmente ci sarebbero le basi finanziarie per pensare ad un Reddito Minimo Universale.  

Se non interveniamo cambiando le regole dei mercati finanziari, da questa crisi non ne usciremo mai. Nessuna manovra di bilancio potrà mai bastare

5. LA TRANSIZIONE ENERGETICA, L’ECONOMIA CIRCOLARE e LE SOVRANITÀ PERDUTE

Sarò spietato: non basare il proprio DISCORSO POLITICO sulla TRANSIZIONE ENERGETICA , e cioè sulla necessità -se vogliamo che la razza umana continui a prosperare su questo Pianeta – di passare da un’economia lineare basata sulle fonti fossili ad un’ECONOMIA CIRCOLARE basata su FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI, significa consegnarsi alla marginalità, significa scegliere di mettersi dalla parte sbagliata della Storia.

In queste poche parole c’è il futuro del mondo e vorrei dare il mio contributo personale affinché il M5s, che è un miracolo (qui spiego perché: http://www.paroleguerriere.info/…/…/09/il-m5s-e-un-miracolo/), mettesse questi temi, al centro della sua Politica e anche della campagna elettorale per le prossime elezioni Europee.

Tutti i nostri sforzi – se non fossimo ogni giorno sapientemente distratti – dovrebbero focalizzarsi all’obiettivo della TRANSIZIONE ENERGETICA, perché riuscendoci, staremmo agendo, a cascata, su tutti gli altri INEDITI problemi che l’umanità soffre:

1) LE IMMENSE DISUGUAGLIANZE. L’82% dell’incremento di ricchezza globale registrato l’anno scorso è finito nelle casseforti dell’1% più ricco della popolazione, mentre la metà più povera del mondo (3,7 miliardi di persone) ha avuto lo 0%. In Italia a metà 2017, il 20% più ricco degli italiani deteneva oltre il 66% della ricchezza nazionale netta (ultimi dati Oxfam).

2) I RADICALI CAMBIAMENTI CLIMATICI legati all’inquinamento sfrenato saranno, a brevissimo, la prima causa – dopo le enormi disuguaglianze – delle migrazioni di massa.

3) LE GRANDI MIGRAZIONI. Milioni di persone che si sposteranno tutte insieme non potranno essere affrontate neanche con il più attrezzato dei razzismi. Quello di cui discutiamo oggi, infatti, ci sembrerà una barzelletta rispetto a quello che succederà fra pochissimi anni, penso alla desertificazione crescente della fascia del Sahel per esempio.

4) LO SVILUPPO ECONOMICO / DISOCCUPAZIONE. Lavorare tutti, lavorare meno: questo è il mio motto. Come dice Jeremy Rifkin: “i pannelli solari non saliranno sui tetti da soli”.

[Chiaramente l’altra lotta parallela da fare è abbandonare il PIL come unico e solo metro per misurare la ricchezza. Vedi per esempio il BES – Benessere Equo e Sostenibile]

E qui veniamo al tema centrale: IL FUTURO DEL MONDO SI GIOCA IN AFRICA.

[Lo sanno bene i Cinesi e da sempre i Francesi. Vi dicono qualcosa le parole “terre rare”? I cosiddetti super-conduttori essenziali per sviluppare le tecnologie dell’intelligenza artificiale che stanno per rivoluzionare tutto?]

Questa è una buona notizia. Se Transizione Energetica ci sarà – un ruolo fondamentale in questo ce l’avrà la leva fiscale – l’equilibrio del mondo si rovescerà e il SUD del mondo diventerà la terra d’oro, ORO SOLARE.

Chi riuscirà a cavalcare la grande onda dello Sviluppo africano facendogli da partner strategico avrà i maggiori benefici.

In questa chiave, evidentemente, anche il futuro del SUD ITALIA che sta letteralmente SPARENDO – gli ultimi dati SVIMEZ sulla desertificazione della popolazione sono impressionanti – è doppiamente legato sia alla Transizione Energetica che allo sviluppo Africano per ovvi motivi geopolitici e climatici, basta avere un planisfero e guardare il cielo per averne conferma.

Insomma come si dice in Permacultura: “IL PROBLEMA È LA SOLUZIONE”.

Gli stessi grandi problemi, elencati sopra, ci indicano chiaramente le vie per la loro risoluzione.

Non ci resta che smettere di guardare in giù, negli inferi del petrolio e alzare lo sguardo verso il paradiso: il SOLE. Bisogna concentrarsi su questo.

Del resto parlare oggi del concetto di Sovranità e ridurla a quella monetaria è francamente insopportabile. Proviamo a pensare. Se avessimo la Sovranità monetaria SENZA la Sovranità alimentare, energetica, dei flussi di materia, saremmo davvero Sovrani?

La questione è abbastanza semplice. L’Europa non ha giacimenti importanti di fonti fossili. Se non imbocchiamo la strada delle fonti rinnovabili non solo i dati ci dicono che non avremo più un futuro per i grandi cambiamenti climatici che in poco tempo trasformeranno il contesto che ancora percepiamo vivibile intorno a noi ma non potremmo mai aspirare ad un autentica sovranità e quindi libertà.

Greta Thunberg discorso all'Unione Europea

"Dobbiamo cooperare e lavorare insieme per distribuire le risorse del Pianeta in mdoo equo. Se falliamo ne fare questo i nostri leader politici ci lasceranno in eredità il più grande fallimento della Stoira dell'Umanitàe saranno ricordati come i più grandi malvagi di tutti i tempi perchè hanno scelto di non scoltare e di non agire" Greta Thunberg

Pubblicato da Parole Guerriere Seminari Rivoluzionari su Venerdì 1 marzo 2019

Quando riflettiamo su questi temi mi torna la voglia di essere Europeo. Infatti in in questi campi la produzione “legislativa” dell’Unione è veramente avanzata ed in questo senso il nostro gruppo Parlamentare ha avuto un ruolo importante in questi ultimi cinque anni.

La grande opportunità Politica che ci si presenta è data dall’obbligo che abbiamo come Stato membro di recepire diverse Direttive Europee, il cosiddetto Clean Energy Package, già approvate e che entro il 2020 (più o meno) dovranno essere trasposte nel nostro ordinamento.

L’Unione ha già messo dei paletti legislativi fenomenali: si parla di de-carbonizzazione dell’intera Europa entro il 2040. C’è la comparsa della categoria giuridica del Self-consumer di energia e cioè il diritto di ogni cittadino dell’Unione di auto-produrre, consumare, stoccare e rivendere la propria energia rinnovabile auto-prodotta. Potrà sembravi arabo, ma vi assicuro che è una rivoluzione! Ci sono molte altre novità: bisogna insistere su questa strada!

6 Il bisogno della Politica

Nel regime democratico in cui siamo immersi l’opinione pubblica è il fattore fondamentale. Essa dipende da quello che ognuno di noi pensa. Dobbiamo prenderne coscienza, prendere coscienza del nostro potere. L’atto più esplicito di questa dinamica è il momento del voto. È in quel momento che ognuno di noi può dare una scossa per direzionare il sistema, scegliendo le persone e quindi le idee da fomentare. Sapendo che non ci sarà mai una forza politica perfetta o che ti rappresenti al cento per cento.

Dobbiamo essere fieri dell’importanza dell’Italia nella cultura Europea e dobbiamo riaffermare in Europa la supremazia della Politica sulla tecnocrazia, della dignità della persone su qualsiasi regolamento. Non dobbiamo mai confondere il mezzo con il fine.

Come dicevo sopra, il problema è la soluzione. È proprio così.

La politica è il problema certo, ma solo attraverso la Politica potremo uscirne.

Indebolire e delegittimare la Politica è il gioco delle oligarchie finanziarie che profittano della situazione per perseverare nello “sfruttamento dell’uomo sull’uomo”.

La politica deve tornare ad essere il luogo delle decisioni riprendendosi il posto usurpato dalla “tecnica” che oggi è, ahimè, il soggetto della storia. Essa facendo dell’uomo solo un funzionario di apparati tecnici è diventata lo scopo e non il mezzo.

“Quello che un tempo i filosofi chiamavano vita si è ridotta alla sfera del privato, e poi del puro e semplice consumo, che non è più se non un’appendice del processo materiale della produzione, senza autonomia e senza sostanza propria […] Ma il rapporto tra vita e produzione, che abbassa la prima, nella realtà, ad una manifestazione effimera della seconda, è perfettamente assurdo. MEZZO E FINE SONO INVERTITI” (Theodor Adorno, Minima Moralia)

Sentite il pensiero di Valerio Malvezzi:

L’Europa nasce da un assunto: se si muovono le merci non si muovono le armi.

Ritengo che “l’assetto istituzionale dell’Unione Europea e le politiche seguite non corrispondono pienamente gli scopi concordati nei trattati: la crescita sostenibile, la piena occupazione, la coesione economica, la solidarietà e il benessere dei popoli. La politica economica deve essere orientata alla crescita sostenibile, concentrando le iniziative dove necessario, secondo  un approccio comune, anche apportando correzioni all’architettura Istituzionale. Cioè non limitandosi alla fissazione di regole di governance. Quindi non con un tipico approccio tecnico al problema ma orientandosi verso un approccio politico.

Ossia una politeia, una visione concordata per il perseguimento del bene comune europeo per una nuova politica economica. Basta rendere espliciti gli strumenti da attivare per raggiungere gli obiettivi indicati nei trattati esistenti mentre per le modifiche di architettura istituzionale occorrono nuovi accordi. Si deve iniziare quindi dai primi, i secondi verranno di conseguenza” (liberamente tratto dal testo di Paolo Savona).

Se vuoi rinsaldare l’unico argine alla deriva delle destre estremiste, antistoriche e nucleariste alle #Europee ti consiglio di votare #M5s (anche se non ti fa impazzire).

Per quanto riguarda la sinistra, purtroppo non c’è molto da dire perché la sinistra non c’è. Quella che abbiamo conosciuto ultimamente (con i suoi cavalieri dell’Apocalisse: Clinton e Blair) è stata totalmente asservita alle oligarchie finanziarie ed interessata solo ad un progressismo demenziale, lontano dalle persone e dalla realtà.

La democrazia è la fede utopica in una speranza rivoluzionaria.

Tutto è in gioco e solo l’inerzia è pericolosa.

Bisogna vigilare perché la lotta per i diritti non conosce tregua.

“Serve un Pensiero Originale e veramente Trasversale in grado di alimentare una Rivoluzione Politica: Permanente, Democratica, Pacifica e Gioiosa.”

7 Di seguito altri maestri che illuminano la mia strada

“Noi siamo la Cultura che possiamo offrire ai nostri figli. Formare i formatori diventa la base del MoVimento” Maria Rita Parsi

Leggi e diffondi il Decalogo della Pace: 10 punti per costruire un mondo migliore. Della Fondazione Fabbrica della Pace Movimento Bambino Onlus

“Lo stato del capitalismo attuale. Quanti sanno cos’è l’impronta ecologica?” Ugo Mattei

“La Costituzione crea un obbligo giuridico sia per gli apparati dello Stato sia per i cittadini di proseguire la propria educazione interiore fino a che non siano avviati sul percorso di sviluppare pienamente la propria personalità umana” Mauro Scardovelli

“L’integrazione europea è fondamentale. Ma condividere la stessa valuta, non deve essere confuso con il progetto europeo” Joseph Stiglitz

“La legge della biologia richiede la cooperazione mentre le leggi dell’economia richiedono la competizione. In questo senso l’economia è intrinsecamente un fatto patologico. La specie umana come tale non ha ancora avuto l’opportunità di formarsi” Emilio Del Giudice

“Se si teneva in mente che era tutto scaturito dalle mani e dall’anima di quell’uomo, senza mezzi tecnici, si comprendeva come gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre alla distruzione. Aveva seguito la sua idea!” Jean Giono