PENSARE L’EUROPA da SUD: TRANSIZIONE ENERGETICA, ECONOMIA CIRCOLARE e SOVRANITÀ PERDUTE

Pubblicato da Diego Antonio Nesci il

PENSARE L’EUROPA da SUD: dall’AUSTERITÀ dell’1% ai BISOGNI del 99%

Sarò spietato: non basare il proprio DISCORSO POLITICO sulla TRANSIZIONE ENERGETICA , e cioè sulla necessità -se vogliamo che la razza umana continui a prosperare su questo Pianeta – di passare da un’economia lineare basata sulle fonti fossili ad un’ECONOMIA CIRCOLARE basata su FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI, significa consegnarsi alla marginalità, significa scegliere di mettersi dalla parte sbagliata della Storia.

In queste poche parole c’è il futuro del mondo e vorrei dare il mio contributo personale affinché il M5s, che è un miracolo (qui spiego perché: http://www.paroleguerriere.info/…/…/09/il-m5s-e-un-miracolo/), mettesse questi temi, al centro della sua Politica e anche della campagna elettorale per le prossime elezioni Europee.

Tutti i nostri sforzi – se non fossimo ogni giorno sapientemente distratti – dovrebbero focalizzarsi all’obiettivo della TRANSIZIONE ENERGETICA, perché riuscendoci, staremmo agendo, a cascata, su tutti gli altri INEDITI problemi che l’umanità soffre:

1) LE IMMENSE DISUGUAGLIANZE. L’82% dell’incremento di ricchezza globale registrato l’anno scorso è finito nelle casseforti dell’1% più ricco della popolazione, mentre la metà più povera del mondo (3,7 miliardi di persone) ha avuto lo 0%. In Italia a metà 2017, il 20% più ricco degli italiani deteneva oltre il 66% della ricchezza nazionale netta (ultimi dati Oxfam).

2) I RADICALI CAMBIAMENTI CLIMATICI legati all’inquinamento sfrenato saranno, a brevissimo, la prima causa – dopo le enormi disuguaglianze – delle migrazioni di massa.

3) LE GRANDI MIGRAZIONI. Milioni di persone che si sposteranno tutte insieme non potranno essere affrontate neanche con il più attrezzato dei razzismi. Quello di cui discutiamo oggi, infatti, ci sembrerà una barzelletta rispetto a quello che succederà fra pochissimi anni, penso alla desertificazione  crescente della fascia del Sahel per esempio.

4) LO SVILUPPO ECONOMICO / DISOCCUPAZIONE. Lavorare tutti, lavorare meno: questo è il mio motto. Come dice Jeremy Rifkin: “i pannelli solari non saliranno sui tetti da soli”.

[Chiaramente l’altra lotta parallela da fare è abbandonare il PIL come unico e solo metro per misurare la ricchezza. Vedi per esempio il BES – Benessere Equo e Sostenibile]

E qui veniamo al tema centrale: IL FUTURO DEL MONDO SI GIOCA IN AFRICA.

[Lo sanno bene i Cinesi e da sempre i Francesi. Vi dicono qualcosa le parole “terre rare”? I cosiddetti super-conduttori essenziali per sviluppare le tecnologie dell’intelligenza artificiale che stanno per rivoluzionare tutto?]

Questa è una buona notizia. Se Transizione Energetica ci sarà – un ruolo fondamentale in questo ce l’avrà la leva fiscale – l’equilibrio del mondo si rovescerà e il SUD del mondo diventerà la terra d’oro, ORO SOLARE.

Chi riuscirà a cavalcare la grande onda dello Sviluppo africano facendogli da partner strategico avrà i maggiori benefici.

In questa chiave, evidentemente, anche il futuro del SUD ITALIA che sta letteralmente SPARENDO – gli ultimi dati SVIMEZ sulla desertificazione della popolazione sono impressionanti – è doppiamente legato sia alla Transizione Energetica che allo sviluppo Africano per ovvi motivi geopolitici e climatici, basta avere un planisfero e guardare il cielo per averne conferma.

Il sistema prima di tutto mentale e poi economico ed industriale neoliberista vuole un mondo di sradicati, di persone senza radici e identità. Ci vuole convincere che “non ci sono alternative” a questo status quo. Tutti emigrati: gli africani in Italia come i Calabresi a Londra o Berlino. Consumatori omologati ed infelici. Dobbiamo, invece, combattere per una autentica sovranità e per la libertà dei Popoli e delle Comunità di autodeterminarsi. Tutti devono avere il diritto di prosperare e vivere nella propria terra mantenendo e custodendo la propria Cultura.

Insomma come si dice in Permacultura: “IL PROBLEMA È LA SOLUZIONE”.

Gli stessi grandi problemi, elencati sopra, ci indicano chiaramente le vie per la loro risoluzione.

Non ci resta che smettere di guardare in giù, negli inferi del petrolio e alzare lo sguardo verso il paradiso: il SOLE. Bisogna concentrarsi su questo.

Del resto parlare oggi del concetto di Sovranità e ridurla a quella monetaria è davvero molto ambiguo. Proviamo a pensare. Se avessimo la Sovranità monetaria SENZA la Sovranità alimentare, energetica, dei flussi di materia, saremmo davvero Sovrani?

La questione è abbastanza semplice. L’Europa non ha giacimenti importanti di fonti fossili. Se non imbocchiamo la strada dell’economia circolare e delle fonti rinnovabili  non solo i dati ci dicono che non avremo più un futuro per i grandi cambiamenti climatici che in poco tempo trasformeranno il contesto che ancora percepiamo vivibile intorno a noi ma non potremmo mai aspirare ad un autentica sovranità e quindi libertà.

Quando riflettiamo su questi temi mi torna la voglia di essere Europeo. Infatti in in questi campi la produzione “legislativa” dell’Unione è veramente avanzata ed in questo senso il nostro gruppo Parlamentare ha avuto un ruolo importante in questi ultimi cinque anni.

La grande opportunità Politica che ci si presenta è data dall’obbligo che abbiamo come Stato membro di recepire diverse Direttive Europee, il cosiddetto Clean Energy Package, già approvate e che entro il 2020 (più o meno) dovranno essere trasposte nel nostro ordinamento.

L’Unione ha già messo dei paletti legislativi fenomenali: si parla di de-carbonizzazione dell’intera Europa entro il 2040. C’è la comparsa della categoria giuridica del Self-consumer di energia e cioè il diritto di ogni cittadino dell’Unione di auto-produrre, consumare, stoccare e rivendere la propria energia rinnovabile auto-prodotta. Potrà sembravi arabo, ma vi assicuro che è una rivoluzione! Ci sono molte altre novità: bisogna insistere su questa strada!

La lotta per i diritti e la libertà è infinita, permanente e senza quartiere. 


Diego Antonio Nesci

Trovatore, Umanista ed Attivista Politico.

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