PENSARE L’EUROPA da SUD: QUESTA Europa non mi piace

Pubblicato da Diego Antonio Nesci il

PENSARE L’EUROPA da SUD: dall’AUSTERITÀ dell’1% ai BISOGNI del 99%

L’Europa è un’idea. Come dice l’amico e maestro Marco Guzzi ‹‹hanno fatto di tutto per farcela odiare sin dall’inizio››.  Sottoscrivo il suo discorso da ascoltare fino alla fine:

Come tutti sanno, possiamo parlare di almeno tre tipi di Europa: c’è il continente Europa, c’è l’Istituzione Unione Europea e poi c’è l’Euro-Zona.

Diciamo subito che questa Europa non mi piace e che si deve andare in Europa con il solo intento di cambiarla, riformarla, rivoluzionarla. Ma anche per valorizzare e non disperdere il grande sforzo fin qui profuso.

Dopo la Brexit nel 2016 si imponeva una grande riflessione e un severo mea culpa da parte degli alti dirigenti dell’Unione che ahimè non è mai avvenuto.

La mia visione sull’Europa oggi, muove le mosse dal documento importantissimo scritto nel settembre del 2018 da Paolo Savona in forza del suo mandato Ministeriale e che invito tutti a leggere: http://www.politicheeuropee.gov.it/it/ministro/comunicati-stampa/una-politeia-per-uneuropa-diversa-piu-forte-e-piu-equa/

Oltre a fare una sintesi impeccabile dello stato dei lavori questo documento si fonda in tre proposte fondamentali che faccio mie e che mi impegno a portare avanti:

  • 1 Dare Potestà di Iniziativa legislativa al Parlamento dell’Unione in quanto unica Istituzione Democratica direttamente eletta dai Popoli Europei;
  • 2 Riformare lo statuto della BCE per farla  diventare prestatore di ultima istanza capace di ricomprare i titoli di Stato del Debito Pubblico rendendo impossibile il default di qualsivoglia Stato (come la FED negli USA per intenderci);

Il problema fondamentale di questa Europa, lo sappiamo, è rappresentato dallo Spirito egemonico della Germania (che novità eh? La storia si ripete, sempre, finché non si impara la lezione) e la sua visione dogmatica ordoliberista insensata. Fondata sul mantra che il problema è il debito pubblico e che la crescita si ottiene con il rigore dei conti: niente di più falso. Sentiamo cosa dice al riguardo il prof. Giulio Sapelli:

Bisogna, invece, con tutte le nostre forze tentare una vera Unione Politica dei Popoli che si può fondare a mio avviso solo con l’avvio di un grande, lungo e faticoso processo di formazione di una Costituzione Europa fondata sulla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e che coinvolga davvero tutti gli Stati Membri anche con i metodi referendari della Democrazia Diretta on line.

La sfida è molta ardua. Tutti ricordiamo i fallimenti dei referendum tentati in Francia e nei Paesi Bassi: ma vale la pena tentare.

Il sistema mondiale non si è mai ripreso dalla crisi finanziaria e dalla conseguente grande recessione iniziata negli Usa nel 2007 che nasceva dal suo mercato immobiliare (guarda su Netflix il film: La grande scommessa).

La causa profonda di questa crisi va individuata nell’assenza di regolamentazione dei mercati della finanza Internazionale.

La finanza internazionale è ormai divenuta un mostro. Già nel 2009 il totale del capitale finanziario era di 15 volte superiore il Pil mondiale. Esso non ha quindi nessun legame sano con l’economia reale. In questo senso si deve al più presto agire a livello Europeo (e perché no anche Mondiale) con l’adozione della cosiddetta Tobin Tax per tassare le innumerevoli operazioni finanziarie. Questa operazione ci permetterebbe di recuperare fondi strabilianti da destinare alla Comunità Internazionale per sovvenzionare progetti contro la denutrizione, e  a favore della distribuzione di acqua e vaccini. Probabilmente ci sarebbero le basi finanziarie per pensare ad un Reddito Minimo Universale.  

Se non interveniamo cambiando le regole dei mercati finanziari, da questa crisi non ne usciremo mai. Nessuna manovra di bilancio potrà mai bastare.

“Serve una Politeia per un’Europa diversa, più forte e più equa”


Diego Antonio Nesci

Trovatore, Umanista ed Attivista Politico.

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