La Strada: l’empatia felliniana

“La compassione per ogni essere umano vivente, ecco cosa rappresenta La Strada” Martin Scorsese

 

La Strada e’ uno di quei piccoli capolavori che, se visti una volta sola, non vengono realmente apprezzati. Non tanto per la complessità della storia, quanto per la notevole quantità di eccellenze presenti in un’unica pellicola: la fotografia di Otello Martelli, la colonna sonora di Nino Rota, le mimiche di Giulietta Masina, nonche’ la regia di Federico Fellini. Ma andiamo con ordine.

Scritto e diretto da uno dei piu influenti registi della storia del cinema, La Strada è uno spaccato di vita rurale italiana, in cui lo spettatore vede protagonisti Gelsomina e Zampanò.

Gelsomina (interpretata dalla fenomentale Masina, attrice e moglie di Fellini) è una giovane donna costretta dalla madre e dalla sua condizione sociale a lasciare la sua casa, per guadagnare qualche soldo e supportare economicamente la famiglia.

Zampanò (incarnato da un Antony Quinn provato dagli anni e dalla fatica) è un mancato showman, che riesce a mantenersi con miseri spettacoli, girovagando nelle terre di una povera e smembrata Italia del dopoguerra.

I due lavoreranno insieme in uno spettacolo errante, creando questo legame ambiguo e tormentato. Una strana intesa che cambierà il corso delle loro vite, portando entrambi alla disperata ricerca di un barlume di affetto nell’aspro contesto che li circonda.

L’empatia e le relazioni umane sono i protagonisti del capolavoro felliniano.

È possibile che anche il piu insensibile degli uomini possa cambiare la sua visione cinica e disperata della vita? Ma soprattutto, è capace di farlo grazie ad un individuo così  innocente ed opposto a lui come Gelsomina?

La Strada è una storia semplice e cruda, in cui la performance degli attori protagonisti spicca in maniera eccellente.

L’espressività della Masina è la chiave della sua interpretazione e grazie alla quale verrà definita dalla critica cinematografica come la Charlie Chaplin al femminile.

Colpisce notevolmente l‘evoluzione del personaggio interpretato magistralmente da Quinn, che diventerà man mano più umano ed emotivamente coinvolto, lontano dall’idea di uomo burbero ed egoista descritto nella prima metà del film. Tale evoluzione raggiunge il suo apice nel finale della pellicola in cui Zampanò, travolto dalle circostanze, si mostrerà così  vulnerabile da abbandonarsi in un pianto disperato, disteso tra sabbia e mare.

La strada è una celebrazione, un circo, una vera e propria metafora della vita. Rappresenta il luogo in cui il personaggio combatte contro se stesso. È una redenzione dal male, dove la compassione rende i protagonisti liberi dalle loro paure ed insicurezze.

Vincitore del premio Oscar come miglior film straniero nel 1956, La strada ci proietta all’interno della narrativa con naturalezza e malinconia, creando una connessione profonda tra i personaggi e lo spettatore, rendendolo un capolavoro impeccabile del neorealismo italiano.

Sono nata a Parma e “cresciuta” a Londra. Studio Cinema, la mia piu’ grande passione, all’Universita’ di Greenwich. Ho un debole per i musical, Bette Davis, l’Art Nouveau e le persone che mi sorprendono.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *