Calabria: la politica della bruttezza

Pubblicato da Domenico Giannino il

Gli arresti non ci rendono felici. Amiamo il mare, i vigneti, l’arte, la musica, gli occhi verdi, certamente la politica, ma non le manette.
Eppure, delle domande bisogna porsele. Cercare di trovare delle risposte coraggiose a domande imbarazzanti è quello che abbiamo deciso di fare con il nostro spazio di riflessione politico-culturale.
Per trovare delle risposte vi è bisogno di calma, ed in questo  momento l’amarezza e la rabbia oscurano i nostri sguardi e la nostra mente. Sulla rabbia non si costruisce nulla, quindi bisogna attendere che svanisca per poter pensare chiaramente.
È tempo di domande, più che di risposte esaustive. Vi chiediamo quindi di sedere, respirare e pensare: alla nostra Calabria; a quello che vogliamo lasciare ai nostri figli; a come vediamo noi e le nostre comunità tra vent’anni. È quello che faremo noi nei prossimi giorni.
Questo è l’ennesimo Presidente nei guai. Scopelliti esce Oliverio entra. Cosa resta? La ‘ndrangheta sicuramente.
Non siamo dei manettari. Non abbiamo quella cultura e sappiamo che il vuoto in natura non esiste, così come non esistono i vuoti di potere. Questi sono gli ennesimi sintomi di una malattia ben più profonda. La questione morale è tuttavia aperta.
Mi vengono in mente altre domande in questo momento:
Sarà il Movimento 5 Stelle capace di creare una alternativa veramente credibile alle prossime elezioni Regionali?
Riuscirà la collettività calabrese a non cadere nella depressione del “tanto non cambia mai niente”?
Quanto siamo disposti individualmente a cambiare ed abbandonare una mentalità familistica e amorale che – a prescindere dalle dosi- appartiene a tutti noi?
Buona riflessione a tutti voi
Domenico Giannino
Diego Antonio Nesci

Domenico Giannino

Spirito europeo nato in Calabria su quel pezzo di mare tra Isola Capo Rizzuto e punta Stilo.

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